Quando tuo figlio diventa uno sconosciuto e ti senti un genitore inadeguato, ecco come ritrovare il giusto controllo e riallacciare la relazione con lui grazie allo yoga.

15 minuti al giorno possono ridarti fiducia e soddisfazione.

Un bel giorno ti svegli: la delicata e piccola creatura che un tempo, avendo così tanto bisogno di te, ti faceva sentire una persona unica e indispensabile, ti ha raggiunto in altezza, alza la voce e reclama la propria libertà.

Ora rimpiangi il tempo in cui desideravi una sua maggiore autonomia per un po’ di tempo libero in più?
All’improvviso hai realizzato che il suo corpo non può più essere avvolto tra le tue braccia e che quello che guardi non è più quel visino che si illuminava in un sorriso ogni volta che ti vedeva.
Ebbene sì, fattene una ragione: sei un genitore alle prese disperate con l’adolescenza del proprio figlio.

Ora che il tuo ruolo è contestato, scopri che i super poteri che avevi, come quando con un “bacio sulla bua” risolvevi tutto, non funzionano più. Purtroppo l’adolescenza dei nostri figli ha su di noi genitori gli stessi effetti che ha la “kryptonite su Superman”: ci priva di ogni potere, ci lascia confusi e senza forze.

Quando ti accorgi che l’adolescenza è entrata in casa, sei già in ritardo coi tempi.

Anche se siamo genitori attenti, i nostri occhi hanno una certa resistenza a voler vedere in tempo reale i cambiamenti, ignorano i piccoli segnali e, in tal modo, arranchiamo sempre di fronte ai cambiamenti.

Perché tanta fatica a comunicare con loro?

La presa di “coscienza” di non avere più controllo tende a disorientare; la reazione più meccanica è tentare di dimostrare la propria forza aumentando il tono d’imposizione e, immancabilmente, questa prova di forza genera una risposta avversa ancor più forte, consolidando l’idea nell’adolescente che il genitore non lo possa capire.

Occorre ritrovare un po’ di equilibrio psico-emotivo, smettere di tentare di ripristinare ciò che si è modificato attraverso vecchi strumenti ormai obsoleti (raccomandazioni inascoltate, sminuimento dei loro problemi, continue interruzioni per sedarli e zittirli per dire loro cosa fare).
Bisogna prendere atto che un cambiamento è in corso e che coinvolge tutta la famiglia in modi diversi: quello adolescenziale è fisiologico e segue l’evoluzione, mentre quello conseguente della genitorialità è forzoso e va generato con sforzo.

Che cosa c’entra lo yoga con tutto questo?

Ho un figlio che è entrato nell’età dell’adolescenza e una nipote di 18 anni che vive con noi da anni in piena maturità ormonale; ti assicuro: se sopravvivo è anche grazie a questa disciplina dai risvolti “multitasking”.

 La pratica dello yoga si presta benissimo ad aiutarci a portare nuovo respiro nella nostra vita, permettendoci di aprirci a nuove soluzioni, attingendo a risorse che pensavamo di non avere.
Agisce in modo indiretto, quasi “inconscio”, facendo leva su alcuni punti:

  1. permette di lavorare sulle tensioni (fisiche, mentali ed emotive) che, essendo associate al vissuto sia del passato sia del quotidiano, una volta sciolte, liberano energie bloccate (anche da anni), che donano benessere sia nell’immediato sia a lungo termine, su tutti i livelli;
  2. le posizioni, dette asana, sono allineamenti specifici per il corpo, che favoriscono il ripristino del corretto ed equilibrato funzionamento fisiologico (le stimolazioni infatti non sono solo muscolari, ma coinvolgono gli organi interni, il sistema cardiocircolatorio, quello respiratorio e quello nervoso);
  3. la pratica, coinvolgendo corpo, mente e cuore, permette di allontanarsi dai propri problemi; questo consente di poterli osservare da un punto di vista più elevato e sereno.

Equilibrio nell’ascolto > posizione dell’albero (vrksasana)

Questa posizione lavora sulla tua capacità di stare in equilibrio in una condizione di allungamento e apertura; affinché la posizione sia tenuta nel modo corretto, occorre che tu sia in un costante stato di concentrazione e ascolto, senza lasciarti trasportare o coinvolgere, altrimenti la tenuta della posizione diverrà incerta

yoga per adolescenti

Variante: puoi mettere il piede in appoggio sulla caviglia

Variante: puoi mettere il piede in appoggio sul polpaccio

Il piede mai si deve appoggiare al ginocchio!

  • Mettiti in posizione come fig. 1, chiudi gli occhi, respira e bilancia in modo equo il peso su entrambi i piedi;
  • ritrai leggermente l’ombelico e raddrizza la schiena;
  • inizia a spostare l’attenzione dall’esterno verso l’interno focalizzandoti sulle percezioni del corpo;
  • mantenendo entrambi i piedi a terra, sposta gradualmente il peso sulla gamba sx sino a sentire che è divenuta la gamba di appoggio;
  • apri gli occhi e fissa lo sguardo su un punto a terra a 3/4 m di distanza (questo ti aiuterà nel mantenimento dell’equilibrio);
  • solleva il tallone del piede dx e fai ruotare l’articolazione della gamba dx verso l’esterno;
  • In base alla variante che utilizzi, porta il piede dx rispettivamente alla caviglia (fig. 3), al polpaccio (fig. 3) o all’interno coscia (fig. 2) della gamba sx;
  • porta le braccia verso l’alto disegnando un ampio cerchio sino a congiungere i palmi sopra la testa, fletti leggermente i gomiti e rilassa le spalle;
  • sposta leggermente il mento verso l’alto mantenendo lo sguardo a terra;
  • mantieni la posizione più a lungo che puoi (con l’allenamento puoi arrivare anche a 1/2 min.) mantenendo uno stato di concentrazione e quiete (fig. 3);
  • sciogli la posizione scendendo prima con le braccia e poi riportando la gamba dx a terra e riportati in posizione come in fig. 1;
  • chiudi gli occhi e ascolta gli effetti di vrksasana riconducibili ad una sensazione di forza negli arti inferiori e di libertà e allungamento nella parte superiore (tronco e braccia);
  • ripeti tutta la sequenza portando il peso sulla gamba dx.


Lavoro motivazionale

Il tuo obiettivo è allenarti a rimanere in ascolto in modo quieto ed equilibrato.

Quando ti eserciti con la posizione ripeti mentalmente: “con calma e quiete resto in ascolto”.

Applicazione nella vita

E’ utile applicare gli effetti di Vrksasana nei momenti di confronto con gli altri, per mantenere una condizione di equilibrio nella quale hai maggiore propensione all’ascolto e alla comprensione, riducendo la reattività che ti spinge a interrompere e intervenire; così facendo, svilupperai nel tempo l’abilità a “pesare” le parole giuste al momento opportuno, così come fa l’albero coi propri semi, al fine di massimizzare le possibilità che in seguito possano dare frutto.

 

Equilibrio nel conflitto > posizione dell’aquila (garudasana)


Dal punto di vista fisico e analogico, questa posizione lavora sulla tua capacità di stare in equilibrio in una condizione di pressione e sforzo (quindi tensione); come vedrai tra poco, a differenza di vrksasana, qui c’è più forza e si presentano maggiori difficoltà.

yoga per adolescenti

Variante facilitata per le gambe: puoi mettere il piede in appoggio a terra a lato della caviglia e successivamente provare a sollevarlo gradualmente migliorando la chiusura delle gambe.

Variante facilitata per le braccia: l’incrocio può risultare spesso difficoltoso; puoi, se non riesci ad avvicinare i palmi, provare ad afferrare il pollice o utilizzare un piccolo nastro che copra la distanza che manca alle tue mani per unirsi.

  • Mettiti in postura come fig. 1, chiudi gli occhi, respira e bilancia in modo equo il peso su entrambi i piedi;
  • ritrai leggermente l’ombelico e raddrizza la schiena;
  • inizia a spostare l’attenzione dall’esterno verso l’interno focalizzandoti sulle percezioni del corpo;
  • mantenendo entrambi i piedi a terra, sposta gradualmente il peso sulla gamba sx sino a sentire che è divenuta la gamba di appoggio;
  • apri gli occhi e fissa lo sguardo su un punto a terra a 3/4 m di distanza (questo ti aiuterà nel mantenimento dell’equilibrio);
  • abbassa le braccia lungo i fianchi;
  • solleva il tallone del piede dx lasciando la gamba destra senza peso;
  • piega leggermente le ginocchia (20/30 gradi) tenendo la forza sulla gamba sx;
  • porta la gamba dx davanti alla sx accavallandole e, se riesci, mantieni il piede dx sospeso cercando di agganciarlo al polpaccio sx (come in fig. 2), altrimenti appoggialo a terra tenendo comunque le gambe incrociate e le ginocchia flesse;
  • a questo punto stabilizza la posizione, assicurati che il tuo “ancoraggio a terra” sia forte e che l’incrocio tra le gambe sia stretto e attivo;
  • apri le braccia verso l’esterno (come ali d’aquila), porta il braccio sx di fronte a te, col gomito all’altezza del petto e con l’avambraccio a 90°;
  • porta il braccio dx sotto al sx e incrocia (come in fig.2):
  • ritira leggermente l’ombelico:
  • mantieni la posizione finché ti è possibile farlo, senza entrare in una condizione di dolore o tensione nervosa (inizialmente pochi secondi per poi crescere con la pratica);
  • esci dalla posizione sciogliendo l’incrocio delle braccia e riaprendole ai lati (parallele al terreno come ali d’aquila);
  • sciogli l’incrocio delle gambe riportando il piede dx in appoggio a terra;
  • riporta le braccia lungo i fianchi e portati in postura come in fig. 1;
  • chiudi gli occhi e ascolta gli effetti di garudasana riconducibili ad una sensazione di energia che, da concentrata, si libera espandendosi in tutto il corpo;
  • ripeti tutta la sequenza portando il peso sulla gamba dx.

Lavoro motivazionale

Il tuo obiettivo è allenarti a rimanere in una condizione di equilibrio emotivo in condizioni di pressione e stimoli tensivi. Quando ti eserciti con la posizione ripeti mentalmente:

“anche in mezzo alla tensione mantengo la calma e l’ascolto”.

Applicazione nella vita

Puoi applicare gli effetti di garudasana nei momenti di “scontro”, per conservare una condizione di ascolto e calma interiore. La tensione è come un vento forte che soffia frontale e contrario: visualizzati in garudasana, richiamane forza, radicamento e concentrazione energetica.

Nel tempo imparerai, come fa l’aquila col vento, a utilizzare i momenti di tensione per innalzarti e planare, osservando le cose dall’alto.

Se hai trovato utile questo articolo rimani aggiornato.
Se abiti nei pressi del nostro centro chiama allo 0523 838172 e vieni a provare gratuitamente una sessione di yoga: ogni martedì dalle 20,00 alle 21,30.
Puoi trovare maggiori informazioni alla pagina https://www.naturopatia.org/corso-yoga-rilassamento-piacenza/

Ti auguro buona pratica e ti invito a condividere i tuoi risultati commentando l’articolo,

Alessandro


Alessandro Pera
Alessandro Pera

Cromoterapeuta, completata la sua formazione in Naturopatia presso LUMEN, si è specializzato in terapia cromatica presso il Centro di Psicologia Integrata di Giorgio Camattari di Milano. Attualmente collabora con i naturopati LUMEN nell’ambito delle analisi comparate e nell’individuazione delle tecniche di riequilibrio.

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