Con l’avvicinarsi del ritorno all’ora solare, per me inizia ufficialmente la stagione fredda e buia, che sia autunno o inverno poco importa: so che il pomeriggio, uscita dal lavoro, sarà già calata la sera; che l’umidità la farà da padrona (presumibilmente, ma dati i cambiamenti climatici potrebbe non essere così); che il mattino portando mio figlio alla fermata del pullman sembrerà ancora notte fonda; che le ore all’aperto si ridurranno drasticamente.

Certo che descritto in tal modo sembra irrimediabilmente ed univocamente triste e, come succede quando il riflettore illumina solo una piccola parte del tutto, ne esce una descrizione parziale e superficiale.

Eppure, come sempre, ogni manifestazione della vita, ogni esperienza, ogni persona ha molti lati differenti fra loro, è composta da aspetti variegati e contiene in sé qualcosa di meraviglioso da dare.

“Il miracolo non è quello di camminare sulle acque, ma di camminare sulla terra verde nel momento presente e d’apprezzare la bellezza e la pace che sono disponibili ora.”
Tich Nath Hanh

Che ricchezza di colori porta con sé l’autunno! Colori che richiamano il calore che sta scemando. Che desiderio di accoccolarsi, di ritrarsi in un cantuccio tranquillo (dentro o fuori di noi) e di cercare il tepore e la vicinanza di chi è nella nostra vita con amore e continuità.

Che voglia di percorrere questo sentiero, dolce o erto che sia, per acquisire qualcosa di nuovo.

Ma tanti fra noi, in questo periodo, sono soggetti a cambi di umore, a tristezza, a una malinconia indefinita più o meno persistente, come se il mutamento fuori risuonasse con parti di noi e con stati d’animo che viviamo, e che possono amplificarsi forti delle condizioni ambientali esterne.

Cosa possiamo fare? Tante sono le scelte a disposizione e le strade percorribili. Personalmente scelgo quelle che mi permettono di tenere conto dell’unicità dell’individuo, della sua complessità e dell’interazione fra le parti; privilegio gli strumenti che consentono di scoprire le cause delle manifestazioni che ci affiggono senza soffermarci agli effetti finali.

 

Un ottimo strumento per conoscersi più a fondo e ritrovare equilibrio sono i Fiori di Bach; se usati correttamente possono essere di grande aiuto.

Quando vengo interpellata per un problema specifico, non mi stanco mai di ripetere che non esiste il Fiore” giusto” per un disturbo o per una difficoltà interiore, ma esiste il Rimedio floreale giusto per quella persona in un dato momento. Questo rimedio viene scelto di volta in volta e permette di lavorare ed equilibrare le cause che stanno alla base della manifestazione finale (il “sintomo”, che ne è l’effetto).

“Dal cervello, e dal cervello solo, sorgono i piaceri, le gioie, le risate e le facezie così come il dolore e il dispiacere.”
Ippocrate

Ogni Fiore incide sullo stato emotivo e mentale della persona “portando ordine”, “accendendo una luce” che ci permette (se siamo disposti a farlo, accettandone la fatica ed il dolore) di sistemare situazioni irrisolte, esprimere potenzialità o smussare angoli deleteri.

Pensando allo stato d’animo tipico di questo periodo dell’anno ho scelto due Fiori che, se usati opportunamente, diventano una risorsa personale ed una fonte di armonia interiore.

GENTIAN (Genzianella Autunnale)

«Per quelli che si scoraggiano facilmente. Essi possono migliorare progressivamente nella loro malattia o nei loro affari quotidiani ma ogni piccolo ostacolo, il più leggero ritardo in questa progressione, causa loro dubbio e li demoralizza.» E. Bach

È un “personaggio” incerto perché dubbioso ed è facilmente demoralizzabile.

Quando siamo in uno “stato Gentian” ci focalizziamo sul bicchiere mezzo vuoto, non cogliamo la ricchezza che abbiamo intorno; è uno stato in cui tendiamo a lamentarci di tutto, ci poniamo limiti che ci portano a non fare a non buttarci in nuove esperienze.

La “persona Gentian” quando ha un problema non vede soluzioni possibili (“uscirò mai da questo casino?”), di conseguenza si deprime, la sua mente crea dubbi su qualsiasi cosa, questi dubbi lo rendono ancora più triste e insoddisfatto… un gatto che si morde la coda!

Quando ci troviamo in una situazione del genere non ci rendiamo conto che il risultato è sempre positivo al di là delle nostre aspettative (se sappiamo trarne insegnamento) e che ogni esperienza rappresenta un’occasione unica per crescere ed evolvere.

Se abbiamo bisogno di Gentian abbiamo perso la visione d’insieme e ci concentriamo solo sui dettagli. Il rimedio ci consente di allargare la visuale, permettendoci di contestualizzare i nostri problemi senza ingigantirli e stimolando la ricerca delle soluzioni.

WILD ROSE

«Per quelli che, senza una ragione apparente, si rassegnano a tutto ciò che succede e scivolano così attraverso la vita, la prendono come viene, non fanno alcuno sforzo.» E. Bach

È un “personaggio” rassegnato e apatico, poco interessato al presente.

Quando siamo in uno “stato Wild Rose” abbiamo rinunciato a lottare senza lamentarci; non ci proviamo più e nemmeno recriminiamo, tanto ormai…

La persona Wild Rose difficilmente gioisce, non riesce a lasciarsi andare: fatica ad innamorarsi e a mostrare calore.

Se abbiamo bisogno di Wild Rose siamo spenti e demotivati, sofferenti per le aspettative non realizzate, ma non facciamo nulla per cambiare la situazione. Il poco interesse per la vita fa perdere energia e quindi predispone alla stanchezza costante e alle problematiche croniche che si trascinano nel tempo. In questi casi serve un fuoco interiore che riscaldi e permetta di smuovere la situazione trovando “nuove” vie d’uscita.


 

Elena


Elena soldi
Elena soldi

Laureatasi in Giurisprudenza presso l’Università di Pavia, si è formata nel campo della Medicina Naturale, divenendo Naturopata e Floriterapeuta, per poi specializzarsi nell’ambito dell’Alimentazione Naturale. Da anni si impegna nella diffusione della Medicina Naturale attraverso conferenze e corsi tenuti presso varie scuole di formazione, amministrazioni pubbliche e istituzioni

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