6 consigli per far crescere le tue capacità empatiche e relazionali

Sto preparando la prossima lezione di massaggio ayurvedico e, ripensando a quella passata, sono stato pervaso da un grande entusiasmo per il percorso che i nostri studenti compiono in LUMEN. Negli anni ho ricevuto, insegnato, imparato varie tipologie di trattamento o massaggio olistico, e mi sono accorto di una importantissima differenza che è alla base del nostro insegnamento quotidiano in LUMEN, quella tra chi FA’ l’Operatore e chi si impegna per ESSERE Operatore.

Forse a prima vista può non essere chiara la differenza, ma in realtà è molta! Giusto lo scorso fine settimana mi è capitato di viverla in classe, osservando i nostri studenti che da poco hanno iniziato il percorso: ogni qual volta un operatore, esperto o meno che sia, si trova davanti ad un ostacolo, una difficoltà umana che diventa un limite nelle sue capacità, può decidere se Essere o meno un operatore del Ben-Essere, e quindi operare per trasformare questa difficoltà e farla diventare una grande qualità.

In questa visione il percorso di operatore del Ben-Essere diventa un cammino di crescita, il massaggio, attraverso il contatto empatico, uno strumento per l’osservazione dei propri limiti, proiezioni e giudizi.

Da poco è edito il nostro libro sul Massaggio Intuitivo, nel quale un’ampia parte dedicata al con-tatto e alle sue molteplici sfaccettature. Trovo che sia un indispensabile lettura se hai deciso di fare del massaggio non solo un lavoro ma una via di crescita personale, ma anche per chi vuole migliorare le proprie relazioni e quindi la propria qualità di Vita; qui di seguito ne estraggo una parte (pag.52-58) dedicata alle caratteristiche che, messe in campo ogni giorno, favoriscono la crescita delle capacità empatiche e relazionali dell’operatore:

 

1 - COSI' DENTRO COSI' FUORI

Considerare esperienze e persone come un continuum di sé, come “il visibile” che porta in luce “l’invisibile” che si annida profondamente dentro ognuno di noi, è un passo indispensabile per costruire rapporti empatici. Da questa specifica angolatura, il mondo circostante è diretta conseguenza di ciò che siamo, dei nostri pensieri, delle nostre azioni… in poche parole corrisponde a ciò che siamo in grado di attrarre a noi. L’operatore che fa suo questo principio, riconoscendo di essere uno con l’altro e con il mondo che lo circonda, è facilitato nel processo di ascolto, accoglienza e “com-prensione”, nell’andare oltre le proprie simpatie o antipatie e nel trasformare l’ostacolo in opportunità.

2 - TUTTO È IN COSTANTE MUTAMENTO

Tutto è in costante mutamento significa, nella direzione opposta, nulla è fermo. La comprensione di questo principio aiuta a sviluppare un approccio fiducioso e possibilista, motiva a ricercare nuovi strumenti per favorire la sintonia, aiuta a comprendere che ogni problema ha più soluzioni e che anche le cose particolarmente complesse possiedono al loro interno il seme del mutamento. 

Solo così, senza idee preconcette è possibile vivere in sintonia con il “flusso della vita” senza rimanerne imprigionati… questa è l’empatia. È come lasciarsi trasportare da un’onda senza perdersi in essa, sentirsi parte senza identificarsi[1], percepire le emozioni e il vissuto dell’altro senza appesantirle ulteriormente.

La consapevolezza che “tutto è in costante mutamento” permette di rimanere lucidi nella tempesta e, così facendo, di essere un punto di appoggio per chi lo richiede.

Diversamente, chi trattiene lo stato psico-fisico-emotivo percepito ha bisogno di fare pratiche per poi lasciarlo andare, si sente “sporcato” dall’esperienza e si prodiga per cercare metodi di purificazione. Questo non è il mio sentire. Personalmente quando l’utente lascia andare un’emozione, mi sento fortunata, vivo l‘incontro con la sua profondità come un prezioso dono, un momento di verità che, richiedendomi di rimanere nel rispetto e nel presente, mi rende una donna migliore.

[1] Identificazione: si dice identificato chi dimentico di se stesso e dei propri obiettivi "profondi e reali", vive e si dà da fare con impegno per un’idea. L’instabilità regna nella sua vita, le idee vanno e vengono come il vento e così è questa persona.

Il contrario accade a chi si “ricorda di sé”, in uno stato totalmente diverso, si lascia scivolare addosso ciò che non è pertinente con i suoi obiettivi e persegue la sua strada con armonia e convinzione. La stabilità lo denota, è una persona concretamente affidabile nelle parole e nei fatti.

 

3 - VIVERE IL QUI E ORA

Non è possibile ascoltare il proprio intuito e riuscire a differenziarlo dai propri bisogni e dai propri “credo” persi nello stato di sonno, lontani dal “qui e ora”. La pratica del massaggio intuitivo è stata ed è per me uno stimolo a vivere il momento presente, è per me una pratica meditativa dinamica che mi consente di percepire il grande valore di ogni piccolo movimento, di quanto lo stesso influenzi il tutto e di quanto la vita sia meravigliosa. Quando raggiungo questo spazio sacro dentro di me, oltre i miei rigidi confini, lì incontro veramente l’altro, lì mi sintonizzo con le sue esigenze profonde, lì percepisco la realtà… diversamente, l’unica cosa che posso fare è usare una tecnica.

4 - FARE AGLI ALTRI CIÒ CHE SI VORREBBE FOSSE FATTO A SÉ

L’operatore danza all’unisono con la mia anima e mi dona il suo cuore, io riesco a cogliere nel suo tocco ascolto, rispetto e mi sento perfetta così come sono… questo è ciò che desidero ricevere e che, nella direzione opposta, m’impegno a fare e vi propongo di apprendere. Nella mia vita “fare agli altri ciò che vorrei fosse fatto a me” è ed è stato un principio di grande utilità, un vero e proprio strumento che mi ha aiutato, molte volte, a fermare quei comportamenti di cui poi mi sarei pentita, che, a posteriori di un errore, mi ha accompagnato a riconoscere la mia responsabilità e che ha supportato i miei sforzi lungo il faticoso sentiero del prendere coscienza di sè.  Porre alle base questo principio non significa proiettare sugli altri i propri falsi bisogni, significa imparare a donare se stessi in semplicità e verità, perché questo è ciò che amiamo ricevere.

5 - IL RACCOLTO SEGUE LA SEMINA

Ogni azione è un seme che, se viene nutrito e protetto, darà vita a una rigogliosa pianta che lo rappresenta. Parlando di empatia si può affermare che saper donare Amore è il naturale frutto di chi Ama; metaforicamente è come dire che solo se la biscottiera è piena di biscotti posso mangiare e donare biscotti, se è vuota non ce ne sono per nessuno.

Come nella materia così nello spirito, si raccoglie ciò che si semina e ciò significa avere la possibilità di influenzare la nostra vita. Se pianto barbabietole nel mio orto, le posso veder crescere e, su un altro livello, se massaggio innervosita, trasmetto tensione a chi riceve il mio tocco, se massaggio con distacco, persa nelle mie preoccupazioni quotidiane, genero divisione anziché empatia. Se desideri costruire rapporti empatici prodigati per seminare a tutti i livelli vicinanza: sorridi, abbraccia, esprimi apprezzamenti, pensa che l’individuo che stai per trattare è un’anima meravigliosa…  solo dopo crea tocchi magici!

6 - LA FUNZIONE GENERA LA STRUTTURA

“Come ogni muscolo si sviluppa con l’uso, come l’acetabolo si forma, durante la vita fetale, grazie all’intima relazione tra la testa del femore e i suoi movimenti, ogni struttura fisiologica e, analogicamente, ogni comportamento, accresce con l’uso.

Il principio di base è che lo stimolo sensoriale e lo svolgimento di una funzione sono in grado di generare, o meglio potenziare, la struttura corrispondente. Partendo da tale tesi fisiologica che la funzione genera la struttura, si può ipotizzare che il ridotto utilizzo dell’emisfero destro ne inibisca lo sviluppo e, come il cane che si morde la coda, l’espressione nelle diverse aree di competenza (dalla comprensione alle relazioni, dalla capacità artistica alla visione d’insieme, dall’espressione delle proprie emozioni alla capacità di sentirsi uno con il contesto di appartenenza, ecc.)”. Viceversa le attività come il Massaggio Intuitivo, prevedendo l’utilizzo dell’intuito, la ricerca del rapporto empatico, l’attenzione alla visione d’insieme e l’espressione delle proprie doti artistiche, fortificano la struttura corrispondente. In questa direzione si crea un circolo virtuoso in cui l’Amore che esprimete vi colma di Amore e vi consente di Amare ancora di più.

 

Questi Principi, insieme ad attitudini indispensabili come gratitudine e umiltà, se si limitano a rappresentare l’aspetto filosofico della vita rimangono sterili concetti incapaci di produrre empatia o qualsiasi altro cambio di stato; viceversa, l’operatore che li fa propri, sforzandosi per metterli in campo in ogni situazione della propria quotidianità, crea una base per coltivare le proprie doti e qualità.

Se da una parte è possibile lavorare per fortificare e sviluppare le proprie capacità, dall’altra è importante imparare a osservare i propri limiti perché, solo riconoscendoli, sarà possibile superarli per creare “un campo d’incontro” pulito, sgombro da proiezioni, falsi bisogni, intenzioni e giudizio, il luogo interiore perfetto in cui incontrare l’altro. Osservare le proprie paure e debolezze è il primo passo per riconoscere che dietro di esse si nasconde una grande potenzialità da sviluppare. L’altra persona diventa un libro nel quale leggere sé stessi e le proprie meccaniche. Di seguito quelli che possono essere i fattori limitanti allo sviluppo di un rapporto empatico, base per una pulita osservazione di sé:

1 - LA PROIEZIONE

Con il termine proiezione si definisce la tendenza a trasferire le proprie difficoltà, i propri limiti, i propri desideri sull’altro. Tipico è l’esempio dell’operatore che fatica a ricevere una precisa manovra, come per esempio le ondulazioni e che, in conseguenza a ciò, fatica a eseguirle; quest’operatore, che quando riceve le ondulazioni s’irrita, s’irrigidisce fino a divenire impaziente, se non riconosce il suo rifiuto come un limite, tenderà a proiettarlo sugli altri evitando di eseguire ondulazioni. Non si tratta di mal comportamento, ma semplicemente di moti inconsci, vere e proprie ombre che l’operatore nel suo percorso personale ha la responsabilità di riconoscere e “illuminare”. L’operatore che desidera utilizzare il proprio intuito come guida deve imparare a distinguerlo dalla proiezione; quest’ultima, condizionata da ciò che l’individuo ritiene giusto, gradisce o rifiuta, è un grande ostacolo al riconoscimento di parti di sé in ciò che si pensa di percepire dell’altro.

 

2 - FALSI BISOGNI

I falsi bisogni sono rappresentati da tutto ciò che, anziché apportare salute, armonia e ben-essere depaupera la vita di energie preziose.  Sono falsi bisogni: la fame di chi è in sovrappeso o obeso, il bisogno di stare da solo dell’introverso, lo star costantemente seduto del sedentario, lo spuntino pomeridiano di chi ha lo stomaco ancora pieno, ecc. I falsi bisogni sono l’espressione concreta di ciò che piace e non piace, dipendenze e rifiuti che differiscono dai bisogni reali perché questi ultimi, a differenza dei primi, nutrono la vita.

3 - INTENZIONE O ATTENZIONE

Interessante la differenza tra questi due termini, apparentemente simili, in realtà profondamente differenti; uno descrive la presenza di tensione (in-tensione) e l’altro l’assenza (a-tensione); quest’ultimo definisce uno stato indispensabile per accedere al proprio intuito e per instaurare rapporti empatici. L’intenzionalità, che all’opposto corrisponde a uno stato di tensione diretto verso un preciso obiettivo, rappresenta un fattore limitante per lo sviluppo delle doti intuitive ed empatiche. Provo a spiegarmi meglio: l’utente entra nello studio e si lamenta per un dolore muscolare in un determinato punto della gamba, cosa fai? Se massaggi con il preciso obiettivo di influire in qualche modo su quel dolore stai operando con intenzione, viceversa, se, consapevole che ogni manifestazione è il prodotto dell’insieme, rivolgi il tuo trattamento all’intera persona ascoltando la tua voce interiore, operi con attenzione.

4 - GIUDIZIO

È necessario che l’operatore sia amorevole e comprensivo; questo implica la capacità di mettersi nei panni dell’altro senza giudicare; la strada del giudizio è opposta a quella dell’intuizione e dell’empatia e porta l’operatore, inevitabilmente, a schierarsi, limitando le sue percezioni e il suo sentire, che tenderanno a confermare la propria sentenza.

Ogni individuo, a suo modo, fa ciò che ritiene giusto, cerca di dare il meglio di sé e si racconta di avere delle buone ragioni per aver messo in atto un determinato comportamento; questo punto di vista è la base di partenza per la comprensione ed apre la via ad una visuale maggiore. Esercitarsi sul non-giudizio è compito di chi desidera alimentare la propria capacità empatica e accedere all’intuito.

Essere Operatori del Ben-Essere è una responsabilità, che si ha verso sé stessi e verso l’altro, un meraviglioso percorso di trasformazione che non termina mai e che offre la possibilità di vivere situazioni di profondo Amore, Vicinanza, Fratellanza, Unione, Calore Umano, tutti nutrienti fondamentali per una sana Armonia dell’Essere Umano.

Il percorso che offriamo in LUMEN mette a disposizione tutta la nostra esperienza e offre una formazione sia tecnica che umana di notevole spessore. Vedo con i miei occhi e sento con tutto me stesso le persone cambiare, faticare, soffrire, gioire, mentre imparano ad Essere Operatori, ognuno splendido, a suo modo, con le proprie difficoltà e i propri pregi. Sono Grato alla Vita per avermi messo su questo percorso in un luogo Speciale come LUMEN.

Se anche Tu hai deciso di Essere Operatore, noi siamo qui.

Enrico

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Massaggio Intuitivo

L’anima dell’arte tattile

18,90

Autrice del Libro: Milena Simeoni
Pag 152
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