Il Nero in Cromoterapia: cosa si cela dietro questo misterioso colore-non colore?

Alessandro Pera

Alessandro Pera

Cromoterapeuta, completata la sua formazione in Naturopatia presso LUMEN, si è specializzato in terapia cromatica presso il Centro di Psicologia Integrata di Giorgio Camattari di Milano. Attualmente collabora con i naturopati LUMEN nell’ambito delle analisi comparate e nell’individuazione delle tecniche di riequilibrio.
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NERO: tra mistero, eleganza e … contestazione

Chi non possiede nell’armadio un capo di abbigliamento nero?
Osannato da molti stilisti come il massimo dell’eleganza, nella moda femminile da mistero e aiuta a nascondere i difetti, nell’uomo rappresenta il classico che non muore mai, impersonale e sempre adatto. Ma è sempre stato così?

Ecco 3 punti sull’identità del nero oggi considerato un “nobile” colore.

  1. Innazitutto il nero non è un colore. Proprio così, in natura non esiste, ed è in contrasto con la definizione stessa di colore. Come si ottiene il nero? Annullando qualsiasi riflesso della luce; un oggetto appare nero quando assorbe completamente la luce in tutte le sue frequenze, quindi non è un colore.
  2. Nell’arte, l’uso abbondante di nero ha sempre comunicato il buio, il tetro, la privazione, le emozioni più pesanti e cupe.
  3. Nella religione il nero è segno di castrazione, rifiuto dei piaceri, sentimenti di dolore e perdita; ci fu un periodo nella storia, tra il 500 e il 600 circa, caratterizzato da una forma pensiero detta “cromoclastia” ossia la negazione del colore, stimolo percepito come invito al peccato e al piacere. Gli abiti, in quell’epoca potevano essere grigi, neri o nei colori dei tessuti naturali. In preda a questa cupa follia, opere d’arte e vetrate andarono distrutte in nome della fede.

Al NERO sono sempre stati associati concetti negativi, alcuni esempi?
Cronaca nera, Nero di rabbia, Vedere tutto nero, Nero come l’animo di un infedele, Magia Nera, Animo Nero …

Il nero ricorda il fascismo, la notte senza luna, il sentimento pesante e buio, il contrario di ciò che è luce, la tenebra.

“Osservando la differenza tra tele del 500 e del 700, è significativo come l’uso del colore e dei soggetti ritratti, sia esplicita espressione di momenti culturali e sociali che lasciano intendere come vi sia una indissolubile relazione tra il colore e la vita umana. Il colore è la forma di rappresentare lo stato d’animo, il pensiero e l’emozione dell’individuo, dall’infanzia sino alla più tarda età.”

Cos’è dunque il nero? Castrazione o Eleganza? Rinuncia o Piacere?

Se AMI molto il nero, adori indossarlo, lo trovi un colore attraente, non preoccuparti, non sei una creatura della notte, cupa e tenebrosa.

La tua attrazione per questo cromatismo potrebbe indicare un tuo stato in qualche modo connesso ad una condizione di rifiuto alle regole, alle situazioni, a chi cerca di dirti cosa fare.

Vuoi un tuo spazio, schermarti, non essere indagato e lasciato in pace.

Non per forza è indice di negatività, spesso può semplicemente descrivere un momento di passaggio da crisalide a farfalla, una fase simile per certi versi all’ADOLESCENZA RIBELLE, quando non ci si riconosceva in nulla, quando ciò che cera non andava giù.

Se riconosci in te questa condizione ecco alcuni suggerimenti che potrebbero darti una mano:

  • Fai movimento intenso possibilmente all’aperto, hai bisogno di correre, scaricare e respirare; questo può aiutarti a convogliare la tensione mentale nel movimento e quindi scaricare un po’ di pressione;
  • Ovviamente, riduci o addirittura evita il nero nel tuo abbiagliamento, prediligendo colori chiari e neutri, provando ad inserire solo qualche piccola nota di colore;
  • Infine la sfida più difficile: durante il giorno, se e quando ti accorgi che qualcosa di manda in rifiuto, ferma tutto e concentrati per individuare con sempre più precisione quello che ti ha mandato in tensione e scrivila su un biglietto o un agenda. A fine giornata rileggi i tuoi rifiuti, puoi brucia i biglietti o la pagina visualizzando che li bruci anche dentro di te come il fuoco fa con la carta. Focalizzandoti e sforzandoti di dettagliare ciò che ti manda in rifiuto porterai luce nel buio, sposterai la tua attenzione dal negativo/ distruttivo verso il positivo / costruttivo.

Cosa ne pensi se ti dicessi che potresti in soli 2 week-end, imparare a “dominare il colore”, trasformarlo in tuo alleato e sfruttarlo per conoscerti e migliorarti nel profondo, conoscere le persone che ami, sostenerle e consigliarle e se operi nel campo della salute, trasformarlo in uno strumento di lavoro nel campo olistico. Ecco la tua occasione!

Dal 18 Febbraio a Milano o dal 25 Marzo a Piacenza.
Vai al link per saperne di più.

A presto.

Alessandro

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Cromoterapeuta, completata la sua formazione in Naturopatia presso LUMEN, si è specializzato in terapia cromatica presso il Centro di Psicologia Integrata di Giorgio Camattari di Milano. Attualmente collabora con i naturopati LUMEN nell’ambito delle analisi comparate e nell’individuazione delle tecniche di riequilibrio.

1 Comment

  • Marco

    Reply Reply 18 aprile 2017

    Piccolo aneddoto (prendo spunto dall immagine di copertina del gatto) sui gatti neri…
    Non portano sfortuna, questa “nomea” si deve a quando i pirati sbarcavano in determinate località e compivano razzie…i primi ad arrivare in paese, ancora prima dei pirati, erano i gatti neri che vivevano nelle navi (indispensabili per cacciare i topi che altrimenti avrebbero compromesso il cibo ivi presente).. da lì il sinonimo di gatto nero = sventura

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