I consigli della Naturopatia per la salute della pelle!

Milena Simeoni

Milena Simeoni

Milena Simeoni, Naturopata e Riflessologa, dal 2010 è responsabile, per la sede di Piacenza, del progetto DIANA 5 (Studio di Prevenzione delle Recidive del Tumore al Seno attraverso l'Alimentazione e lo stile di vita) condotto dal Prof. Franco Berrino della Fondazione IRCCS (Istituto Nazionale per lo Studio e la Cura dei Tumori di Milano).
Milena Simeoni

Felice di essere nuovamente con te. Iniziamo insieme un’altra avventura alla scoperta di quel meraviglioso involucro che chiamiamo pelle.

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Quale stile di vita dovremmo adottare per avere una pelle sana e luminosa?


Personalmente ritengo che curarsi della pelle significhi, prima di tutto, curarsi dell’insieme che la stessa ricopre. La salute cutanea, come la salute di ogni piccola parte dell’unità corpo-mente, è inscindibile dalla salute dell’insieme e, di conseguenza, ciò che nuoce allo psico-soma nuoce alla pelle e viceversa.

La pelle, in quanto piccola parte di un tutto più grande chiamato uomo, rispetta le medesime regole salutistiche dell’insieme.

Primum non nocere” è un ottimo punto di partenza applicabile anche alla pelle; per attuare questo principio è indispensabile rispettare e sostenere le diverse funzioni fisiologiche che la cute svolge ogni giorno, con umiltà riconoscere che anche la semplice fisiologia cutanea è “governata” dalla forza riparatrice e risanatrice insita in ogni uomo, tesa al recupero di quell’equilibrio (forza che Ippocrate chiamava Vix medicatrix naturae).

Come fare per rispettare queste funzioni? Scegliendo stili di vita intelligenti!

La pelle tutti i giorni, se non viene inibita a farlo:

1. produce una “crema di bellezza naturale” idonea a difendere, proteggere e idratare la cute;
2. disperde calore se necessario e, al contrario, quando serve, risparmia calore, lasciando che venga dirottato verso i tessuti più profondi;
3. se lasciata respirare assorbe ossigeno;
4. se messa in contatto con aria e luce naturale, evitando i fanatici eccessi per abbronzarsi, acquista vitalità, luminosità, ossigenazione e fortifica la struttura scheletrica (sintesi della vitamina D);
5. se ben funzionante elimina eccessi non utili o dannosi (funzione emuntoriale);
6. se “estroversa” parla di noi;
7. se “ascoltata” permette di percepire la vita e di contattare il mondo.

Tutto ciò è spesso inibito dalle comuni abitudini, locali e generali, poco utili all’aspetto salutistico.

Quali sono queste abitudini capaci di inibire la sua efficace opera?

Se a livello locale l’uso del sapone, di prodotti antitraspiranti e di indumenti sintetici, la carenza di contatto con aria e luce, la costante soppressione di ogni sua manifestazione e lo scarso utilizzo del “tatto” corporeo certamente non “nutrono” l’efficacia delle sue funzioni, a livello generale è indispensabile ricordare che la salute è la risultante di un bilancio tra introduzione e produzione di tossine ed eliminazione delle stesse. Questo equilibrio tra “entrate ed uscite” può essere considerato la seconda regola per la salvaguardia della salute.

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La pelle, considerata un emuntore secondario, collabora con gli emuntori primari (intestino, polmone, fegato, reni) nell’attuazione di questa importante funzione che è l’eliminazione di tossine esogene (per esempio ingerite attraverso l’alimentazione) ed endogene (per esempio metaboliti intermedi risultanti da processi interni).

Da questo punto di vista, la pelle possiede una grande capacità: può eliminare l’eccesso di “materiale acido” e l’eccesso di “materiale colloidale”, il primo attraverso il sudore e il secondo attraverso il sebo.

Ma cosa genera questi eccessi?

La prima causa, ma non l’unica, è di origine alimentare. L’eccesso di proteine animali, gli zuccheri, gli eccitanti, le sostanze chimiche (farmaci, coloranti, conservanti, …. ) e il fumo possono essere considerate le principali cause di “acidificazione”, mentre l’eccesso di farine raffinate, latticini e grassi possono essere considerate le principali cause di accumulo di “sostanze colloidali”.
Da questo punto di vista il volto acneico di un meraviglioso ragazzo di 14 anni, oltre a comunicare l’influenza ormonale del momento ed eventuali disagi relazionali, potrebbe essere la conseguenza, per esempio, di una malsana funzionalità intestinale che trova nella pelle una possibile via “di scarico” d’emergenza.

Intervenire sull’equilibrio intestinale di questo ragazzo per migliorare la sua manifestazione cutanea significa considerare la pelle una spia informativa e, al tempo stesso, un sistema organizzato per lo smaltimento, funzione indispensabile per la salute globale. Risulta evidente che:
1. riequilibrare l’intestino ridurrà la percentuale di tossine accumulate, migliorerà la salute cutanea e la salute generale;
2. la soppressione del sintomo cutaneo potrebbe sovraccaricare altri organi emuntori che, precedentemente affaticati, avevano richiesto il supporto cutaneo nel processo di eliminazione.

Quindi, per nutrire la pelle dall’interno, di quali cibi abbiamo bisogno e ogni quanto dobbiamo consumarli?

Se guardassimo l’attuale comportamento sociale con l’occhio della natura, potremmo stupirci di ciò che vediamo. Una società che prende il cibo che la natura produce, lo depaupera di fibra e germe raffinandolo, sbiancandolo, aggiungendo conservanti e coloranti, pre-cuocendolo e inducendo la popolazione all’acquisto di alimenti che generano dipendenza … Forse questi “alimenti” sono più ricchi di elementi utili alla salute? No, al contrario questi alimenti sono da evitare per la salute della pelle e dell’insieme.

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Gli alimenti utili sono quelli integrali, biologici, di stagione e, il più possibile, locali, ricordando che cereali, legumi, verdura, frutta, semi, frutta oleosa, alghe e germogli sono perle preziose per l’apporto di vitamine e di sali minerali e che la loro variabilità riduce la possibilità di generare eccessi, carenze ed intolleranze.
Ma lo stile di vita quotidiano non dovrebbe considerare solo l’aspetto alimentare! Lo stile di vita è il prodotto finale delle proprie abitudini sui diversi versanti della vita. Oltre alla nutrizione è importante tener conto della qualità e della quantità del movimento, del respiro, del sonno e delle relazioni … tutti rimedi indispensabili per la salute globale e cutanea.

Ma quanto contano le emozioni?

Il confine cutaneo, che unisce e separa dentro e fuori, è un punto di incontro/scontro con ciò che è considerato non-sé, con il mondo circostante, con i propri simili e con l’espressione della propria interiorità. La cute, come tutto l’organismo, si nutre di emozioni e, se queste sono “indigeste”, può “infiammarsi”. Nonostante, ancora oggi, molti siano portati a pensare che l’essere umano sia una sommatoria di parti isolate tra loro, le emozioni e i sentimenti sono parte dell’uomo, sono chimica vera e propria per l’intero organismo.

La realtà fisiologica, infatti, mostra chiaramente, per esempio, la relazione tra modificazione del colorito cutaneo, stato psico-emotivo e specifica produzione ormonale. “Sbiancare di paura” è una normale reazione fisiologica ad uno stimolo considerato pauroso; il surrene si attiva, circola l’adrenalina e, tra i suoi molteplici effetti, genera una vasocostrizione periferica … se questa condizione fosse cronica, come starebbe la pelle?

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“Il tessuto cutaneo, oltre a comunicare la qualità della capacità di interazione con il mondo circostante, è in grado di riflettere la condizione globale dell’individuo; diventando rossa o impallidendo, sudando o seccandosi, dà informazioni su cosa l’individuo prova dentro di sé e comunica quanto tutto ciò sia inscindibile dalla fisiologia corporea.

“Sei rosso di rabbia”, “ha il volto infuocato di passione”, “è sbiancato dalla paura” … queste e molte altre espressioni sono chiare simbologie comunicative che permettono di comprendere gli stati interiori. Per questo motivo la pelle, come gli occhi, può essere considerata specchio dell’anima.”

Il ruolo della disintossicazione?

La corretta nutrizione, l’armonica respirazione, l’equilibrata attività motoria, la sana sudorazione e l’efficace funzionalità emuntoriale sono da considerarsi dei veri e propri sistemi di depurazione fisiologici. Solo quando si è certi di aver donato allo psico-soma gli strumenti corretti affinché queste funzioni possano essere svolte correttamente, solo allora dovrebbero essere presi in considerazione i rimedi depurativi purché svolgano funzioni rieducative e non irritanti, riflessione in linea con quanto sosteneva Ippocrate: prima Igea, il cambio del “regime” quotidiano e solo dopo “panacea”, il rimedio.

Frizioni e fregagioni cutanee, clisteri, idrocolon terapia, fitoterapici specifici possono divenire ottimi strumenti per migliorare la salute cutanea solo se utilizzati come “attivatori di funzione” e non come surrogati.

Una stile di vita sano produce una pelle elastica e luminosa,
quando migliori il tuo stile di vita la pelle ti ringrazia e le persone che frequenti se ne accorgono!

Con amore,

Milena

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